Acquario Tanganyika - 120x60x60

Acquario Tanganica

Hello guys!
Questo è l’acquario che mi è meglio riuscito, anzi, forse è il mio unico acquario veramente riuscito lol.
Prima vediamo i tecnicismi, poi magari vi racconto come son arrivato a questo punto:


La foto è di Giugno, ed è l’ultima fatta con la reflex, ma di seguito una col telefono dell’altro giorno:

I colori nel telefono son leggermente falsati, ma comunque non è male.


Allestimento

  • Fondo:
    sabbia di fiume lavata, circa 20 KG
  • Arredi:
    rocce di travertino anticato
  • Piante:
    Vallisneria spiralis, Ninphea lotus
  • Tecnica:
    Filtro Juwel, riscaldatore, pompa di movimento (spenta attualmente), luci LED 110W, centralina Arduino per alba/tramonto

Fauna


Gestione

La gestione è simile a quella che si ha per questi biotopi.

  • Alimentazione
    Attualmente do cibo una volta al giorno, il secco con Tropical soft line, il congelato amtra di vario genere (dafnie, mysis, krill, ecc), lombrichi vivi se capita.

  • Gestione acqua
    Cambio se possibile acqua ogni settimana, con cambio “continuo”. Attacco la canna dell’acqua sul rubinetto, e lo scarico verso il giardino/scarico del bagno. Questo per non far seccare le alghe nei sassi più alti. Una volta lasciato acceso il tutto mezzora, reintegro i sali persi nel processo. In particolare uso una miscela di sali Seachem tanganyika buffer, e sali per marino, in proporzione rispettivamente 2 parti e 3 parti. Ne aggiungo fino a tornare a una conducibilità di circa 700/750. La conducibilità è data dal raggiungimento di particolari valori confrontando l’acqua del Tanganyika con quella del mio rubinetto. Ovviamente son in eccesso di qualche elemento, ma in proporzione non mi distacco molto dai valori reali.

  • Pulizia
    Pulisco i vetri di rado. Ultimamente più spesso per poter far le foto. Infatti anche se trasparenti e ottimi alla vista, per fare le fotografie devo tenerli pulitissimi, perché quella leggerissima patina che si forma in pochi giorni, nelle foto si traduce in un effetto “morbido”. Oltre al problema che l’autofocus potrebbe “agganciare” il vetro.
    Normalmente, una pulizia ogni 2 mesi è sufficiente ad avere i vetri trasparenti allo sguardo.


Stato delle riproduzioni delle specie allevate

Neolamprologus brichardi

Con i brichardi è stato facile, una volta diventati adulti (circa 6 mesi dopo), si son formate 3 coppie. Due si son riprodotte, una delle due ha allevato sia i suoi che gli avannotti dell’altra coppia. Dopo un po’ è divenuta l’unica coppia dominante, le altre si son sciolte, ma i membri non vengono scacciati. Ero convinto di dover tenere la sola colonia, ma evidentemente le dimensioni della vasca permettono gerarchie più complesse.
In questa specie si riproducono sempre i soliti due esemplari, oramai quelli della prima nidiata son adulti, ma comunque collaborano alle cure e rispettano la gerarchia. Qui sotto uno di loro:

Julidochromis marksmithi

Dalle loro mancate riproduzioni ero addirittura convinto di aver beccato cinque esemplari dello stesso sesso. Poi ho notato le uova e mi son tranquillizzato. Purtroppo però non difendono la prole, ed è stata la prima di una serie di riproduzioni senza successo. Il tutto iniziato a gennaio di quest’anno.


Approfondimento della gestione dell’acqua e del perché dei sali

Insospettito dal colore dei julidochromis, mi son deciso di smettere di usare solo bicarbonato di sodio, ma di provare dei sali per tanganyika. I risultati in meno di un mese si son fatti vedere. Da un giallo sbiadito a dei gialli accesi. Nelle specie del lago lo scambio di nutrienti con la colonna d’acqua è importantissimo, e infatti compensano eventuali mancanze dell’alimentazione con quello che trovano in acqua. Essa deve essere ricca di magnesio e calcio. Deve anche avere tutto un insieme di oligoelementi essenziali per la crescita corretta delle specie del lago. Inoltre il pH 9 è fondamentale, non può essere più basso. Ho notato invece che la temperatura è quasi meno importante, in quanto è vero che nel lago è costante, ma i pesci si spostano e nuotano, passando da zone vicino la riva, fino a zone molto più profonde, dove l’acqua è più fredda. Ho trovato un buon compromesso lasciando il riscaldatore fisso a 22 gradi, d’estate sarà il naturale calore ad alzarla.
Per ottenere un’acqua soddisfacente ho fatto un po’ di prove, il bicarbonato di sodio da solo non è sufficiente. Ho quindi testato dei sali appositi per Tanganyika, son ottimi, ma ancora non mi soddisfacevano appieno, sia per il costo, sia perché la composizione è poco chiara. Ho trovato un punto d’incontro utilizzando sali per marino, che so contenere tutti gli oligoelementi essenziali, e i sali Tanganyika buffer della Seachem.
Credo che si possano trovare altre buone alternative, ma per ora son soddisfatto così. I sali per marino hanno un senso: il Tanganyika è un lago formato da un movimento delle placche che ha trasformato un pezzo di mare in lago, che negli anni (moooooltissimi anni) si è addolcito, ma tra i laghi conserva alcune caratteristiche del mare, come il pH alto, un’alta concentrazione di sali, ricco di sodio, potassio e magnesio.
L’altra nota difficile di questo biotopo è la quantità di nitrati e fosfati. Nel lago si parla di microgrammi/l, noi non abbiamo test così precisi. Tuttavia rimanere sotto l’indice di rilevabilità dei nostri test, mi pare un buon compromesso. Nel mio caso il limite inferiore dei nitrati è 1, e per i fosfati 0.05 mi sembra. Ai cambi son sotto quei valori, dopo averli testati un po’ di volte, ora li testo di rado, per esempio l’ultimo test l’ho fatto ad agosto. Questo perché essendo la gestione costante, trovo inutile perderci tempo. Tuttavia li faccio nel caso notassi qualcosa di strano o non rispettassi l’andamento normale (salto troppi cambi, esagero col mangime, do troppo vivo,…)

Galleria

Concludo questa presentazione con qualche foto, partiamo dagli albori.

Gennaio 2017, appena allestito:

Marzo 2017, dopo aver introdotto i pesci:

Maggio 2017, finita la costruzione della plafoniera:

Luglio 2017, si iniziano a vedere finalmente le prime alghe, punto infatti ad un effetto naturale:

Gennaio 2018, dopo un anno:

Marzo 2018, finalmente le foto con la reflex:

Giugno 2018, le alghe son mezze scomparse, più tardi mi son spiegato questo fenomeno con la congiunzione di un cambio della ricetta dei sali e del caldo crescente:

Ottobre 2018, dopo un assestamento le alghe stanno tornando (foto col telefono):

Il mobile e l’acquario

L’avventura è iniziata da un acquario usato, da pulire, e un mobile da costruire, lascio qualche foto del lavoro svolto:


Acquario da pulire, con il filtro recuperato da un altro acquario.



Prova di posizionamento della parte sopra del mobile, fatta di travi di abete.



Verniciatura ed allineamento della struttura inferiore.



Il mobile finito, da notare il vetro sotto.



I sassi che finiranno nella vasca


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Che dire, se non che è molto, molto bello e molto ben seguito!

Vedere anche l’evoluzione è molto interessante, compresi e soprattutto i colori delle alghe, che qui sono molto suggestive, e aspetto e comportamenti dei pesci.

Ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo più di qualche volta… che dire è sempre stato uno degli acquari più affascinanti che abbia avuto la fortuna di vedere dal vivo. Gestito benissimo.
Non stanca mai. Lo dico soprattutto agli amanti degli acquari spogli: un acquario così non permette di vedere i pesci costantemente… sono loro che si mostrano a chi ha la pazienza di aspettare e osservare. E hanno la possibilità di mostrare tutto lo spettro dei loro comportamenti. Una figata di acquario!

P.s. per colpa tua dovrò fare un tanganica prima o poi :joy::grimacing::sweat_smile:

Spettacolare vasca e descrizione. Solo mi domando: ti sei mai confrontato con qualcuno riguardo l’utilizzo del sale marino?

Rispondo a Davide, che ha posto la domanda su un gruppo facebook, qui:
Ho trovato una ricetta in internet proprio per Tanganyika che li usava, ma partiva da osmosi. Gli altri sali che usava non mi servivano in quanto la mia acqua già li aveva.
Da lì ho pensato, fatto qualche calcolo visto che c’era la composizione, e discusso con Luca, Riccardo e Diego.
Ho provato ad usare esclusivamente quello, ma per portare i valori abbastanza su, alzava troppo la conducibilità (arrivava a 900 1000). Mentre mischiandoli così ho trovato l’equilibrio.
È da 8 mesi oramai che li uso, prima di dire che mi sembrava che funzionasse ho aspettato apposta così tanto. L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è la morte delle alghe viola, ora stanno tornando ma son di una specie leggermente diversa.
Ovviamente se qualcuno mi chiedeva consiglio davo l’unica soluzione testata, quella dei sali appositi. Ora invece mi sento di consigliare questa miscela. Però è molto personale, quindi va modificata ad hoc in base all’acqua di rubinetto che esce (sempre che questa sia usabile).

Ciao @Fav0z.
Eccomi iscritto al forum acquario top! Ti ho detto che sarei arrivato.:wink:
…e ciao a tutti, poi mi presenterò.

Ora Federico ti rinnovo i complimenti per questa meraviglia di Tanganica. Bravo.

Grazie, effettivamente questo acquario mi è abbastanza riuscito… :wink:

Stupenda la gestione alghe e l’effetto che danno… Bello anche poter vedere l’evoluzione e capire il tempo dedicato assieme alla passione per ottenere un lavoro così. Complimenti

Grazie mille! Considera che è comunque dilatato per due anni quasi ormai!

Eh si si l’avevo visto seguendo un po’ le date… Infatti da leggere su un post è molto didattico e spiega perfettamente che per ottenere risultati ottimi in acquariofila serve tempo… Pazienza e calma… È un aspetto che i ragazzi che si avvicinano al mondo sommerso non tengono mai in considerazione… Con la fretta non si ottiene nulla…

Son d’accordo. Ma soprattutto un buono studio. Questa vasca ancora prima di essere creata l’ho pensata.
Almeno in linea di massima. Ho perso le giornate a progettare con @Shadow le varie cose.
Avevo già in mente che pesci prendere, e li ho presi dopo 3 mesi dall’allestimento.
Sapevo come mettere le luci. Il primo tentativo era “troppo blu” ma dopo ho sistemato al meglio le cose.
L’unica cosa è che credevo di potermi arrangiare con acqua di rubinetto e bicarbonato, perché al tempo chiesi consiglio e trovai unanime la risposta: rubinetto e bic di sodio van bene.
Invece ho dovuto riaggiustare il tiro.
Avevo anche pensato che si sarebbero riprodotti e formato la colonia, quindi la vasca è sufficientemente grande da ospitare i pesci. Infatti non ho ancora sfoltito dopo ormai più di un anno e mezzo.
Mi ha fatto capire parecchie cose questa vasca sul funzionamento degli acquari. Mi piace.
È partita con l’idea “faccio una vasca tanganyika dove ci metto queste due specie” e tutto è stato fatto per loro. Mentre spesso si parte allestendo la vasca e si sceglie un pesce “compatibile”. Secondo me questo secondo ragionamento è sbagliato, anzi, funziona peggio del primo.

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Già… Questa è una delle principali regole per chi inizia secondo me… Avere le idee abbastanza chiare su chi inserire dentro alla vasca non solo la famiglia… Ma anche scegliere nel dettaglio i singoli pesci… E da lì a cascata escono la maggior parte delle informazioni per allestimento.
Dalle dimensioni minime di vasca… Tipo di acqua e luce… Piante… Ecc ecc.
In tutto deve essere sempre fatto per il benessere di pesci e non pensando agli acquari come “soprammobili” o contentini per i figli che vedono i pesci al negozio…

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Sì ma guarda che altri acquari che ho li ho fatti così, tipo con un certo allestimento e poi scelti i pesci. Oppure con un’idea, poi non perseguita. Dovevo avere più criterio, e avrei ottenuto risultati migliori. Nonché molta più pazienza.

UPDATE
4 giorni fa sapevo che la coppia di Julidochromis era in riproduzione, perché buttava sabbia fuori dalla tana, facendo casino, e non si vedevano spesso negli spazi di nuoto aperti. Credo sia fallita anche questa, perché oggi ho notato che erano tornati fuori e avevano perso l’aggressività. In questi giorni, passati i primi due, alimentavo con congelato di piccole dimensioni, in modo che le correnti lo portassero anche nella tana.
Comunque credo che non riescano a difendere la prole. Se riesco, sfoltisco un po’ i brichardi, sperando di dare loro un po’ di vantaggio.

Probabilmente il vantaggio glielo daresti a lasciarli per un periodo senza adulti di brichardi ma riformare da capo le colonie non te lo consiglio io. Hanno un aspettativa di vita lunga io voto per aspettare :wink:

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Mmm ok. Magari più avanti cerco comunque di sfoltire. Perché letteralmente non c’è spazio per i julidochromis secondo me. Nel senso che son tantissimi pesci. Oramai il cibo quasi non arriva sul fondo.

Comunque i marksmithi avevano deposto, come dicevo a Luca, Diego e Riccardo. Ma oggi ho la conferma che la deposizione sia fallita, in quanto la coppia dei Julidochromis han ripreso ad allontanarsi dalla tana. In questa ultima settimana la sorvegliavano abbastanza assiduamente…

In compenso i brichardi stan tirando su un esercito, vedo se riesco a far una foto sto fine settimana degli avannotti

Aggiungo foto

Son sempre loro. Continuo a non alimentarli. Mangiano con i genitori una volta al giorno. Vediamo quanti ne sopravvivono. Ad oggi son circa una ventina



Guardate sulla sabbia :wink:

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Questa foto del Julidochromis è diventata virale su Instagram!

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Stavo provando a far le foto col pixel 2…
Questa è as is, senza modifiche. La base è buona, sui colori ci siamo circa…


Notate che son messi in formazione :joy::joy::joy:

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Complimenti per la vasca e per la gestione attenta e curata per quanto riguarda l’alimentazione e soprattutto cambi acqua.
A proposito dei cambi volevo chiederti se avevi voglia di approfondire il discorso spiegando nel dettaglio che tipo di analisi fai, percentuali di sali ed altre sostanze etc…
Il cambio che faccio io è molto più semplice o forse banale… mi limito a riempire dei contenitori con acqua di rubinetto e lasciarla “riposare” per 1-2 giorni :sweat: per favorire l’evaporazione del cloro.