Comunque io ho avuto “vita facile”: i miei julidochromis cambiavano evidentemente colore quando i parametri dell’acqua non erano soddisfacenti.
La mia ricerca è iniziata quando ho aggiunto i sali per Tanganyika di Seachem, che avevo acquistato a poco prezzo. I julidochromis nel giro di due settimane han cambiato colore, diventando di quel giallo intenso che si vede nelle foto.
Da lì, ho iniziato ad approfondire.
I valori del Tanganyika li trovi nel libro di talling & talling (1965), disponibile online gratuitamente. Poi ci son anche gli altri articoli che ho citato in bibliografia in questo articolo:
Invece, non avendo la composizione dei sali Seachem buffer tanganyika, son dovuto entrare nel “magico” mondo delle prove empiriche 
Partendo dalla mia acqua, ad oggi, sul mio acquario dopo il cambio somministro:
- 3 cucchiaini (tea spoon) di Seachem buffer
- 2 di bicarbonato di sodio
- 4 di sali per marino Red Sea, che ho trovato “sciolti” in negozio.
Ovviamente la spesa è molto ridotta.
Con queste dosi raggiungo circa KH 20, pH 9, e una conducibilità di circa 700 (più alta di quella del lago, ma a valori inferiori non raggiungo pH 9).
Ovviamente non devi guardare il decimo di pH, ma che sia superiore a 9 (negli articoli che ti ho indicato trovi i parametri più corretti).
Sempre rispetto al lago, son in “eccesso” di calcio e magnesio.
Ti faccio notare che io all’inizio usavo solo acqua di rubinetto e bicarbonato di sodio, raggiungendo sempre pH 9 e KH 20. Tuttavia i pesci non erano come sono ora (le foto le trovi nel topic del tanganyika, se vuoi confrontare).
Sui brichardi si notano comunque differenze, ma essendo più “resistenti” si notano solo a lungo termine:
- pinne più lunghe e ben formate, soprattutto le pettorali,
- pattern sulla faccia più “intenso”
- dimensioni più grosse.
Qui puoi confrontare con altre foto dei brichardi che trovi in giro. C’è anche chi li alimenta a congelato come me, ma tenendoli in acqua di rubinetto, potrai notare le differenze alle pinne.
Come hai visto anche te, i Neolamprologus son abbastanza resistenti, e anche nella tua precedente esperienza li hai tenuti in acqua di rubinetto senza problemi visibili. Secondo me però, visto che decidiamo di tenere una specie che ha esigenze particolari, è meglio avvicinarsi il più possibile ai valori del lago. Soprattutto se questo ci comporta un sforzo veramente minimo (dopo essersi rotti le palle a calcolare le quantità di sali, le dosi son sempre quelle, e con un conduttivimetro si controlla di non essere “fuori fase”).
C’è un altro problema, durante il cambio di solito hai “uno sbalzo di valori” perché l’acqua di rubinetto sarà con valori molto più morbidi di quella in acquario. Quindi è importante fare piccoli cambi, magari più frequentemente, piuttosto che grossi cambi di rado.
Se nella tua zona hai problemi col cloro (spesso sovra dosato dagli acquedotti) ti consiglio l’uso di un biocondizionatore.
Se per mancanza di tempo non faccio cambi per un lungo periodo, quando poi devo cambiare, preferisco farne più di uno a distanza di un giorno, o anche ore, l’importante è riaggiungere i “sali persi” nel cambio, per mantenere le durezze sopra citate.
Appena trovi gli altri valori (calcio, magnesio, ecc) magari facciamo qualche ragionamento più personalizzato.
Ti lascio qualche link per approfondire, se ti va 
https://aslopubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.4319/lo.1993.38.4.0725
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/iroh.19650500307
https://malawicichlids.com/mw01011.htm#tangph