Nuovo allestimento Tanganica 100 cm

Sto entrando nel vivo della progettazione per il nuovo allestimento della mia vasca da 100cm, dove fin’ora ho ospitato (devo dire con belle soddisfazioni :grin:) una ormai folta colonia di Neolamprologus pulcher che ora crederò. A proposito se qualcuno fosse interessato non esiti a contattarmi.

Ho già ordinato e ricevuto a casa delle bellissime rocce sintetiche by zio Angelo…

…e ho iniziato a mettere giù un disegno di come le vorrei disporre.

Vorrei ospitare 2 specie facendo un’accoppiata rocciofilo/conchigliofilo. Sicuramente in rappresentanza della prima categoria acquisterò degli Julidochromis transcriptus, a cui faccio il filo da fin troppo tempo. Mentre per la seconda avevo pensato a Neolamprologus similis o multifasciatus, che però qualcuno mi ha sconsigliato per ľeccessiva prolificità che potrebbe inibire la riproduzione degli Julidochromis. Sono per cui disposto a valutare altre possibilità.

Ciao @NoeM!! L’acquario è molto bello; avere la visuale di una vasca a 180° e sul lato corto è molto stimolante e, a parer mio, una fortuna! È come se si avessero due acquari diversi visto che si possono osservare entrambi i lati lunghi della vasca (piuttosto che il normale centro frontale stile “quadro”).

Anch’io ho preso le pietre by zio Angelo e sono molto molto belle!! Bisogna solo stare attenti a nascondere bene i tagli!

Per quanto mi è stato detto (ancora non ho avuto modo di testare ed osservare direttamente i pesci quindi parlo per via teorica. Sicuramente @Fav0z saprà essere molto più concreto di me) per i Julidochromis, essendo appunto rocciofili, è importante creare numerosi anfratti dove possano nascondersi. Quindi proverei ad “ammassare” di più le pietre in modo da creare più nascondogli.
Essendo queste rocce di taratura medio grande, ho riscontrato un po’ di difficoltà nel creare più nascondigli possibili (appena riesco caricherò nuove foto sulla discussione della mia vasca).

Per quando riguarda l’accoppiata tra Julidochromis e similis/multifasciatus credo vada bene; a me l’hanno approvata! :joy: L’unica cosa è che sto facendo un po’ di fatica a trovare qualcuno che abbia multifasciatus e similis… Sembrano spariti dal mercato! :neutral_face:

A quanto ho capito è più una questione di spazi: nel senso che se entrambi hanno la loro zona di comfort, senza che conchiofili invadano tutto l’acquario, non dovrebbero ostacolarsi. In tal senso mi hanno consigliato di inserire entrambe le specie contemporaneamente in modo tale da permettere una giusta spartizione delle zone. Se poi i conchiofili diventeranno davvero tantissimi comunque ci sarà da sfoltirli e darsi alla pesca😂

Queste sono tutte informazioni che ho ricevuto ma che ancora per me sono teoria. Sicuramente altri sapranno aiutarti molto più concretamente!

Spero comunque di averti dato una piccola mano🖐🏽

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A proposito di pietre, per posizionarle come vorrei avrei bisogno di fissarne 2 o 3 contro il vetro e pensavo di usare del silicone. A parte evitare i siliconi antimuffa ci sono altre accortezze da seguire, oppure potete consigliarmi altre colle adatte?
Non ho mai siliconato le rocce in vasca e anche sta volta vorrei mettere giusto qualche punto di colla, quindi più per curiosità che altro anche perché comunque i vetri sono siliconati fra loro, con silicone non antimuffa, per cui…:wink:

@Fav0z @Diego @Ananas consigli su quanto citato?:thinking:

Perché fissarle? Che cosa hai in mente? Io ti consiglio di evitare situazioni instabili. Se una si dovesse staccare, sicuramente fa crepare il vetro sotto, e allarghi casa.
In che modo vorresti fissarle al vetro?

Personalmente preferirei che le rocce stessero su “di loro” e non facessero forza sui vetri laterali (anche se con colla) :thinking:

Aggiungo qualche consiglio, se devi fissare tipo rocce grosse, per far finta che “proseguano” fuori dall’acquario, devi anche tagliarle, a questo punto fai un leggero angolo, in modo che stiano su da sole e il silicone sia solo una sicurezza in più.
Nel fondo dell’acquario metti del polistirene in ogni caso, colla o meno.

Nonostante possano essere fissate, purtroppo incollando una superficie irregolare a una regolare non sai mai quanta “superficie” di tenuta hai, ed è rischioso.

Si tratta di rocce artificiali che sicuramente dovessero crollare non farebbero danni ai vetri. Lo chiedevo perché per realizzare il layout che ho in mente avrei molte più possibilità. Fossero rocce naturali non potrei nemmeno pensare di usarle, visto che solo la più grande peserebbe 1 quintale, comunque in tal caso anch’io preferirei non usare colla a favore di una sistemazione stabile di per sé.

Ah ok! Allora se son artificiali va bene la colla. Io userei il silicone acetico non antimuffa.
Quando lo compri, è facile riconoscerlo, nel retro c’è un disegnino di un acquario :joy:

Occhio che avendo la colla potresti fare disposizioni di rocce innaturali! Attieniti a qualcosa di consono e che sia fedele alla natura (lo dico per gusto estetico). Evita quindi le rocce alla “Avatar” :joy:

Per carità spero di no, vorrei fosse più naturale e realistico possibile. Le rocce e la disposizione sono quelle dell’immagine ad inizio discussione, le rocce sono loro. è una foto poi intorno ho disegnato l’acquario. Dammi un feedback, come ti sembra?

Le rocce volanti mi fanno completamente defecare!!!:rofl::joy:

Dopodomani sera guardo meglio.
Oggi son stato abbastanza impegnato e domani devo andare via. Se riesco domani mattina guardo! Scusami :disappointed_relieved:

Figurati vai tranquillo…:kissing_heart:

Ti servono anche rocce più piccole. A partire dalla metà di quelle più piccole a scalare fino ai sassi.
Per dar un effetto naturale alla rocciata, in natura “l’incrocio” rocce sabbia è spesso cadenzato da un gradiente di dimensioni. (rocce grandi e via via più piccole fino a sabbia).

Invece del bispecifico, hai pensato se fare un rocciofilo tenendo una colonia grossa? In quella vasca con poche altre rocce grosse, puoi imitare la “distesa di rocce” che si può trovare sul tanganyika. Cerca qualche foto sott’acqua, ne trovai parecchie molto belle.
Oppure fare solo conghiofili, tipo la vasca di Walter proposta al concorso biotopi. Secondo me studiando bene il layout e ponendoti come obiettivo il benessere dei pesci, potresti tenere specie particolarmente interessanti e osservarle in tutti i loro aspetti.

P.s.: auguriiiiiiii

Ieri leggevo un post su Facebook dove si parlava di qualità delľacqua in relazione alľallevamento di ciclidi. Vorrei chiedere a chi volesse dire la sua e a @Fav0z, che oltre ad essere opinionista nel suddetto post, mi sembra abbia fatto ricerche sulľargomento e ha sperimentato di persona le eventuali correzioni dei valori. Cosa andrebbe fatto con ľacqua a mia disposizione per ottenere buoni risultati? :wink:

Quali pesci vorrei ospitare in questo acquario è noto, almeno a grandi linee e ora posterò le analisi delľacqua del mio comune (la mia acqua è quella relativa a via Roma).
La maggior parte delle pagine non vi interesseranno, ma nel dubbio io le metto!:stuck_out_tongue_winking_eye:

!

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Forse mi è sfuggito, ma i valori di calcio e magnesio? E anche potassio possibilmente…
L’acqua ha una certa variabilità o i valori durante l’anno son costanti?

Dopo ti rispondo con calma dal PC

Se è un PDF puoi caricarlo interamente qui (come fosse una foto), così non occorre fare un sacco di screenshot :wink:

Comunque io ho avuto “vita facile”: i miei julidochromis cambiavano evidentemente colore quando i parametri dell’acqua non erano soddisfacenti.
La mia ricerca è iniziata quando ho aggiunto i sali per Tanganyika di Seachem, che avevo acquistato a poco prezzo. I julidochromis nel giro di due settimane han cambiato colore, diventando di quel giallo intenso che si vede nelle foto.
Da lì, ho iniziato ad approfondire.
I valori del Tanganyika li trovi nel libro di talling & talling (1965), disponibile online gratuitamente. Poi ci son anche gli altri articoli che ho citato in bibliografia in questo articolo:

Invece, non avendo la composizione dei sali Seachem buffer tanganyika, son dovuto entrare nel “magico” mondo delle prove empiriche :rofl:
Partendo dalla mia acqua, ad oggi, sul mio acquario dopo il cambio somministro:

  • 3 cucchiaini (tea spoon) di Seachem buffer
  • 2 di bicarbonato di sodio
  • 4 di sali per marino Red Sea, che ho trovato “sciolti” in negozio.

Ovviamente la spesa è molto ridotta.
Con queste dosi raggiungo circa KH 20, pH 9, e una conducibilità di circa 700 (più alta di quella del lago, ma a valori inferiori non raggiungo pH 9).
Ovviamente non devi guardare il decimo di pH, ma che sia superiore a 9 (negli articoli che ti ho indicato trovi i parametri più corretti).
Sempre rispetto al lago, son in “eccesso” di calcio e magnesio.

Ti faccio notare che io all’inizio usavo solo acqua di rubinetto e bicarbonato di sodio, raggiungendo sempre pH 9 e KH 20. Tuttavia i pesci non erano come sono ora (le foto le trovi nel topic del tanganyika, se vuoi confrontare).

Sui brichardi si notano comunque differenze, ma essendo più “resistenti” si notano solo a lungo termine:

  • pinne più lunghe e ben formate, soprattutto le pettorali,
  • pattern sulla faccia più “intenso”
  • dimensioni più grosse.

Qui puoi confrontare con altre foto dei brichardi che trovi in giro. C’è anche chi li alimenta a congelato come me, ma tenendoli in acqua di rubinetto, potrai notare le differenze alle pinne.

Come hai visto anche te, i Neolamprologus son abbastanza resistenti, e anche nella tua precedente esperienza li hai tenuti in acqua di rubinetto senza problemi visibili. Secondo me però, visto che decidiamo di tenere una specie che ha esigenze particolari, è meglio avvicinarsi il più possibile ai valori del lago. Soprattutto se questo ci comporta un sforzo veramente minimo (dopo essersi rotti le palle a calcolare le quantità di sali, le dosi son sempre quelle, e con un conduttivimetro si controlla di non essere “fuori fase”).

C’è un altro problema, durante il cambio di solito hai “uno sbalzo di valori” perché l’acqua di rubinetto sarà con valori molto più morbidi di quella in acquario. Quindi è importante fare piccoli cambi, magari più frequentemente, piuttosto che grossi cambi di rado.
Se nella tua zona hai problemi col cloro (spesso sovra dosato dagli acquedotti) ti consiglio l’uso di un biocondizionatore.
Se per mancanza di tempo non faccio cambi per un lungo periodo, quando poi devo cambiare, preferisco farne più di uno a distanza di un giorno, o anche ore, l’importante è riaggiungere i “sali persi” nel cambio, per mantenere le durezze sopra citate.

Appena trovi gli altri valori (calcio, magnesio, ecc) magari facciamo qualche ragionamento più personalizzato.

Ti lascio qualche link per approfondire, se ti va :wink:

https://aslopubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.4319/lo.1993.38.4.0725

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/iroh.19650500307

https://malawicichlids.com/mw01011.htm#tangph

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Trovati! Anche se ľanalisi è di qualche anno fa…

Carica pure il pdf…
Comunque stasera rispondo…
Piccola curiosità: l’acqua è perfetta per le piante, nel caridinaio usa questa così com’è. Ha un buon rapporto calcio magnesio, è povera di sodio. :wink:

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Allora, rispetto al tanganyika ha valori di calcio e magnesio invertiti.
Io ti consiglio di utilizzare bic di sodio, sali per marino, sali epsom (sali inglesi, oppure solfato di magnesio).
Le quantità devono essere tali da portarti il sodio a 65 mg/l (o comunque aumentarlo, 4 è troppo poco), e il magnesio a circa 50/60 mg/l.
Se usando questa miscela non raggiungi una durezza sufficiente e un pH sufficientemente elevato o una conducibilità troppo alta, riduci la quantità di sali per marino e metti i tanganyika buffer (non so bene che cosa contengono per questo preferirei evitarli, ma con poca conducibilità danno un buon effetto tampone, e dicono di contenere molti elementi presenti nel lago).
Se fai un conto delle quantità che ti servono, ovviamente la spesa è irrilevante, l’unico che costa è il tanganyika buffer, ma usandolo insieme ad altri sali, ti dura parecchio.

Il mio ragionamento:

  • i sali per marino ti servono a dare un po’ tutti gli elementi e gli oligoelementi (alla fine data la composizione c’è una teoria abbastanza certa che il tanganyika derivi da un mare, e che i fiumi abbiano addolcito l’acqua.

  • i sali epsom è per compensare il poco magnesio presente, probabilmente non te ne servirà una grossa quantità.

  • Il bicarbonato di sodio è per aumentare il sodio, che ne hai poco, e aumentare il pH in modo abbastanza semplice.

Piccola curiosità: la miscela sali epson, bicarbonato di sodio, e sali per marino è una miscela di sali che viene usata all’estero per il tanganyika partendo da osmosi. Secondo me, a meno di evidenti problemi nell’acqua di partenza, è inutile partire da osmosi, ma è meglio arricchire l’acqua che si ha dei sali che mancano.
Ovviamente avrai qualche eccesso (tipo il calcio), ma non penso sia così vincolante, e io ho ottenuto buoni risultati anche così. Poi credo che se dovessi ospitare esemplari wild, sicuramente dedicherei più cura ancora.
A questi livelli credo sia più importante assicurare una buona composizione (nel senso che i sali ci devono essere, in rapporti quasi uguali) e un’ottima qualità dell’acqua (nitrati e fosfati non rilevabili).